L’abbiamo fatta grossa. Abbiamo chiesto aiuto a Checco Zalone per Il viaggio alla Fine del Mondo

“L’abbiamo fatta grossa”, se lo dicono da soli i ragazzi speciali dell’Associazione Juppiter che hanno raccolto più di 200mila visualizzazioni con un video che chiama in causa Checco Zalone al quale chiedono di sostenere il loro “Viaggio alla fine del mondo”, sulla rotta francese del Cammino di Santiago. Un’esperienza stra-ordinaria che vede protagonisti ragazzi con disabilità, adolescenti, educatori e giovani comunicatori, accompagnati da un’equipe della Polizia di Stato a bordo di una Lamborghini Urus.

Juppiter, presieduta da Salvatore Regoli, è un’associazione giovanile che si ispira alla filosofia educativa dell’Opera Don Calabria e Exodus di don Antonio Mazzi, e che lavora a fianco dei ragazzi (specie i più fragili) nei loro luoghi di vita: scuole, piazze, centri di aggregazione e comunità. Sport, musica, comunicazione e gratuità sono gli strumenti principali del percorso educativo. Grande attenzione è rivolta ai ragazzi con disabilità, che rappresentano il fuoco acceso della realtà di Juppiter, che considera la fragilità risorsa educativa e bellezza condivisa.

Più di trent’anni di esperienze e progetti in cui le carovane rappresentano uno strumento educativo importante. Dall’intuizione di don Antonio Mazzi, che vede nel cammino e nella strada un’occasione di crescita e cambiamento, sono nate: “Destinazione Capo Nord” nel 2024 (da Civita di Bagnoregio, simbolo di fragilità, fino a Capo Nord) e “Back Home” nel 2025, da Londra a Roma nell’anno del Giubileo della Speranza. Istituzioni importanti hanno sostenuto e patrocinato la carovana: il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministro per lo Sport e i giovani, il Parlamento Europeo, il CONI, solo per citarne alcuni. Tutti i principali telegiornali italiani hanno seguito le carovane, facendo seguito alle centinaia di migliaia di visualizzazioni che la comunicazione sui social network ha prodotto attraverso video e foto che hanno raccontato i viaggi tappa per tappa.

Al ritorno da “Back Home”, lo scorso giugno, Juppiter, con quasi 200 tra ragazzi ed educatori, è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato l’importanza dell’esperienza come radice del cambiamento, all’insegna del motto “Libertà, Uguaglianza e Fraternità”, contro ogni forma di stigma. Da questo riconoscimento ha preso slancio l’ultima avventura del 2025: la Carovana “Be Different Paris”, in 100, da Roma a Parigi, tra ragazzi diversamente abili, educatori, adolescenti e bambini, per vivere il sogno di Disneyland.

Il 2026 sarà “Viaggio alla fine del Mondo”: un nuovo capitolo porta il gruppo in un viaggio simbolico alla fine del mondo, Finisterre.

“Libertà, Uguaglianza, Fraternità: queste sono le tre parole che ci ha consegnato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella lo scorso anno di ritorno da Canterbury per il Giubileo della Speranza – dice Salvatore Regoli, presidente di Juppiter -. Quest’anno cinque ragazzi diversamente cinque adolescenti turbolenti cinque educatori e un gruppo di comunicatori sulle strade per Santiago de Compostela nella carovana della Pace sulle orme di Don Antonio Mazzi”

L’idea di percorrere insieme il Cammino di Santiago ha talmente “caricato” i ragazzi speciali che sulla scia dell’ultimo successo cinematografico di Checco Zalone hanno deciso di chiamarlo in causa con un video divertente nel quale si rivolgono al comico pugliese chiedendo di aiutarli in questa avventura.

“Questi sono i nostri ragazzi speciali – spiega Daniela Sangiorgi, responsabile comunicazione di Juppiter – Chiedono direttamente a Checco Zalone di aiutarli a sostenere il loro grande sogno di quest’anno, un viaggio lungo il Cammino di Santiago”.

La “prova cinematografica” dei ragazzi speciali ha già raccolto un notevole consenso di pubblico, rimbalzando di condivisione in condivisione sui social. In tanti stanno sostenendo la richiesta “social” dei ragazzi, taggando Checco Zalone e gli altri protagonisti del film e trasformando l’appello in una piccola, grande mobilitazione digitale. Perché quando l’ironia incontra il coraggio e l’inclusione, il finale più bello è ancora tutto da scrivere.

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